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Il Natale della tradizione

Una visita al Museo Etnografico Giuseppe Pitrè

"La festa di Natale è la festa della pace, della concordia e dell'amore, e non è persona, anche indifferente alle cose religiose, che non si rallegri dell'appressarsi di essa”.
Così, nel 1881 Giuseppe Pitrè, il grande medico ed etnologo palermitano, apre il capitolo dedicato al Natale nella sua monumentale Biblioteca delle Tradizioni Popolari.
Le accurate descrizioni richiamano un mondo che, pur non tanto lontano nel tempo, sembra sprofondare tuttavia nelle nebbie di un passato remotissimo.
Una visita al museo che oggi gli è dedicato, allestito in quelli che un tempo erano i locali di servizio della Palazzina Cinese, una delle residenze palermitane del re Ferdinando di Borbone, allo stesso modo ci trasporta in un tempo che fu.
Volendo rimanere al Natale, il posto d'onore, per così dire, va alle figurine da presepe realizzate da Giovanni Antonio Matera, scultore di origine trapanese che lavorava con straordinaria abilità tela, colla, gesso e legno.
Con questi materiali, invero non preziosi, il Matera era capace di intagliare e modellare immagini di incredibile realismo, donando alle sue piccole sculture movimento, chiaroscuro ed espressività. In alcune di esse, sono stati rintracciati perfino echi berniniani.
Le figurine del Museo Pitré provengono da quello che oggi è il Museo Salinas.
Solo una parte delle circa trecento piccole sculture sono in mostra e fra esse quelle del gruppo della Strage degli Innocenti, notevoli per la capacità dell'artista di rendere con forza l'angoscia e la violenza dell'episodio biblico.
Una curiosità: una piccola collezione di figurine da presepe del Matera si trova al Bayerisches Nationalmuseum di Monaco.
Fu donata all'istituzione dal figlio di Ludwig di Baviera il quale, durante un viaggio in Sicilia, nel 1817, si era innamorato di quelle sculture e ne aveva acquistate un buon numero.

Oltre alla collezione di figurine da presepe del Matera, il Museo Pitré custodisce altri oggetti che richiamano le tradizioni natalizie della nostra isola o che sono in qualche modo collegate al Natale.
I Bambin Gesù di cera, ad esempio, custoditi in teche di vetro raffigurati dormienti o seduti in uno “scenario” variamente decorato, e le raffigurazioni ottocentesche dell'Annunciazione, della Natività e della Sacra Famiglia, dipinte su vetro in commovente stile naif.
La Sacra Famiglia adorna anche una delle placche d'argento da confraternita esposte in una delle vetrine, ma anche uno dei pani devozionali che Giuseppe Pitrè fece riprodurre in gesso e che oggi è esposto accanto a un pittoresco gallo, una figura sempre presente nei presepi.
Nella stessa vetrina è esposto un pane dalla vaga forma di organo genitale femminile. Anticamente, la notte di Natale, le donne usavano donarlo al proprio uomo – ricevendone in cambio uno dalla forma fallica – come simbolo propiziatorio di fertilità.
Andando poi agli aspetti ludici, sono esposti anche alcuni dei giochi tradizionali che animavano le serate in famiglia o fra amici, così come esemplari dei giocattoli che venivano donati ai bambini, dalle semplici bambole di pezza ai cavallini di cartapesta.

Scopri gli eventi natalizi al Museo.


Informazioni aggiuntive

Per visitare il Museo è obbligatoria la prenotazione.
Ingresso a pagamento.

Scopri di più.

Orari di apertura

  • Da lunedì a domenica 9.00-18.30 - Ultimo ingresso ore 17.30

Come Arrivare

In bus
MATBus AMATN° 101 da Stazione Centrale fino a Piazza A. De Gasperi poi prendere il n° 616 645 (frequenza, ogni 30 minuti), scendere fermata Palazzina Cinese. Tempo stimato (da Stazione Centrale al Museo) 50 minuti. Da Sferracavallo e Tommaso Natale n° 616.

In auto
Posteggiare lungo Viale degli Abruzzi o nella Piazza Niscemi. Al museo si accede da via degli Abruzzi ingresso Palazzina Cinese.

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